51 Rebis (in francese)

Salve sono Nael256 e sto in fase di aggiornamento, fino ad ora ho provato a dare una struttura regolare ai Post di questo Blog, ora non ne sono più tanto sicuro del risultato, ho provato a creare uno stile, ma che sta diventando solo una ripetizione costante, penso di averlo anche particolarmente sentito nell'ultimo periodo portandovi principalmente riletture varie ed eventuali, non ne sono sicuro, ma generalmente oggi è stata un po’ una giornata fiacca.
Adesso vi introduco un po’ al volo il volume, comprato in un negozio in francia, rientrava tra i suggeriti dei dipendenti, visto che potevo permettermelo in quel momento l’ho comprato, per poi notare, l’editore e le autrici, vagamente italiane, gli diedi una sfogliata senza mai veramente leggerlo, almeno fino ad oggi.

“Presque aussi blanches que moi.”
Una storia incentrata sulla nascita e crescita conflittuale di Rebis, une histoire de sorcière, scusate il francesismo, in una storia di streghe, dalla nascita risultante soffrire di albinismo, in un villaggio medievaleggiante, subisce un trattamento discriminato, trovando infine supporto solo da una strega, sopravvissuta al rogo, che ritrova la figura di una persona a cui voler bene in Rebis.
Mi è già capitato di leggere fumetti su di streghe, tra cui una che mi è rimasta impressa unicamente perché ambientata sul di Monte Orfano, è difficile fare una buona strega oggigiorno, ma quelle che ho trovato in questo volume mi sono piaciute, anche se non c’è di mezzo la magia, quello che fanno rimane fantastico.
“Je viens ici lorsque je cherche à retrouver un peu de paix.”
In particolare ho trovato molto evocative certe scene, come la festa intorno al falò, che è proprio a quello che mi riferivo, però anche altri eventi più semplici, piccole lezioni che vengono intraprese, ma penso che la cosa che più mi faccia impazzire è stato il concept di Viviana la strega che accoglie Rebis.
Il volume è reperibile anche in italiano, anche se non so se ha gli stessi contenuti aggiuntivi come i bozzetti delle copertine oppure le concept art delle protagoniste, in oltre mi è sembrato di capire che sia stato un lavoro a 4 mani su più livelli, anche se Irene Marchesini si è occupata più della sceneggiatura e Carlotta Dicataldo del disegno, quest’opera mi ha particolarmente colpito, tanto da darmi una nuova immagine delle streghe.
“Tu aimerrrais ne plus ressentirr lette peurrr?” 

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