47 Identiche Diversità
Salve sono Nael256 ed ho sbagliato più volte a scrivere il titolo Identiche Diversità, ad esempio in Identità Diverse o cose del genere, un altra volta un antologia/compendio di diversi autori, mi ero ripromesso di non farlo mai più ed invece eccomi qua, tra l’altro il giorno dopo a riscrivere interamente questa introduzione, visto che ieri non sono riuscito a finirlo; alla fine mi sa che mi tocca per avere maggiore regolarità prepararmi degli extra pronti alla pubblicazione per quando non riesco a pubblicare niente in tempo.
Ieri era ieri, oggi è oggi, domani sarà domani e iniziamo è adesso.
A PANDA PIACE… fare una piccola introduzione al libro che state per leggere.
“Ehi, ciao, non vi avevo visto, scusate!”
Come detto nel titolo di questo capitolo è Giacomo Keison Bevilacqua che con la sua maschera del Panda ci introduce al volume e al suo tema, ovvero quello che possono esprimere i fumetti, con una prospettiva rivolta agli autori che autoriale, in oltre la sua uscita nel 2021 è secondo me alquanto sfortunata, insomma non il migliore dei progetti editoriali.
L’introduzione è di giusto 4 pagine, seguita poi da testi ed illustrazione che presenteranno le storie successive, conosco giusto alcune opere di Keison, ma generalmente è stato uno di quegli autori che conoscevo per notorietà, ma la cosa è che anche se l’ultimo Post risale al 2020 ci sta un intero Blog suo e quello che vi condivido di A Panda Piace; https://apandapiace.wordpress.com/
FRUSTRAZIONE
“Fermi tutti! Me so’ ricordato l’idea! Eccola!”
Ed è con una storia di quotidianità e di impegni che uccidono la creatività alimentata dalla quotidianità Davide “Dado” Caporali ci presenta la frustrazione, che rispetto la sua storia, per questo faccio questa lunga, ma facendo valere la mia autorità da commentatore farò affermerò quel che voglio, potrei raccontare frustrazioni peggiori.
Però è qua che mi cade il discorso di prima di storie più sugli autori che autoriali, Dado, insieme a forse Sio è l’autore di cui ho fruito di più opere, sa come strapparmi una risata ed l’intento del capitolo non era di certo esagerare con la rappresentazione parodistica della frustrazione, una storiella tutto sommato carina.
INNAMORAMENTO
“Non disperarti rospo! Salverò io il tuo principe.”
Una rappresentazione parodistica delle classiche principesse con l'obiettivo di approfondire un tema tanto complesso non è semplice, Laura Romagnoli autrice dei Average Girl ci riesce in parte, paradossalmente ho la sensazione che tolta la parte fiabesca data possa essere più divertente.
Non so molto di Average Girl, però mi sta simpatico lo stile ed alcune battute le ho apprezzate, ma ripeto la patina parodistica/fiabesca penso che sia una delle cose più difficili che si possano fare, mi vengono veramente pochi casi in mente, per il resto non ho trovato molte sue vignette in italiano online, quindi non saprei dire di più
COERENZA E INCOERENZA
|Quando una sceneggiatrice e un disegnatore si mettono insieme possono accadere due cose.|
Uno dei capitoli che ho apprezzato di più, secondo forse solo all'ultimo, mi piace la dualità che hanno le varie scene, l’evolversi della vita di coppia e come venga trattato ironicamente il tema, in oltre il capitolo ha dei tempi ben scanditi, forse è la eterogeneità stilistica tra i protagonisti che mi ha un attimo infastidito, ma alla fine è un evidente metodo per far sentire la differenza tra i 2.
Quindi il capitolo ha una coppia di autori, Paola Barbato e Matteo Bussola, che dalle loro descrizioni credo di aver già avuto a che fare, però su 2 piedi non credo di riuscire a trovare immediatamente in libreria opere loro, vedrò di prestarci più caso.
GOIA
“Il mondo è pieno de ‘nfami.’sti ‘gnoranti nun capiscono gnente d’arte.”
Allora, qua mi trovate in difetto, infatti ad parte alcuni problemi nel leggere testi dialettali, uno dei miei numerosi punti deboli, la storia sul momento mi piace, mi piace anche se la rileggo, ma più ci penso più penso che ci sono cose che non mi piaciono, una cosa che mi accade spesso con quello che mi piace.
In breve capisco che abbia alcune cose che personalmente sono cose che mi coinvolgono subito, la musica, la neve, però senza voler retrarre ancora a lungo questa cosa, sento alcune parti come affrettate eccetera eccetera, di Beatrice “Bibi” Bassoli non ne so molto, le sue strisce web (possiamo definirle così?) sono in inglese, però mi sembra quel tipo di persona che fa tante cose, molte cose.
RABBIA
“quindi mi sta dicendo… che lo yogurt è stressante?”
Non il tema che ci si aspetta da Sio, almeno, se non fosse che insiste nel voler far capire che è normale la rabbia e ne riparli a più riprese, sì divertente come sempre, ma non la sua opera migliore, a parità di pagine per capitoli mi è sembrata una delle più lunghe.
Su di Simone “Sio” Albrigi si potrebbero dire molte cose, ma penso di poter dire solo una cosa “Sio è un grande” (parole tratte da Zerocalcare nel volume Quando muori resta a me).
ORGOGLIO
“Ho detto… era ora! Ti ricordo che ho delle tavole da finire.”
Partiamo da una cosa, sorprendente, forse è uno dei capitoli meglio disegnati del volume o meglio più dettagliati, non ostante la sua semplicità, come nei capitoli prima l’interpretazione del tema è altalenante, ma fedele.
Un altra coppia d’autori, Lorenza di Sepio e Marco Barretta, anche se sembra rivolta a prodotti prevalentemente per bambini (diaco almeno credo visto l'impronta stilistica e narrativa), riescono nella loro semplicità ad avermi comunicato al meglio il loro tema.
PIGRIZIA
Allora, anche i capitoli degli altri avevano un po’ di metafumetto, soprattutto quando gli eventi che vivevano erano circoscritti al dover fare il capitolo stesso, ma qua si va su un altro livello, le battute e le gag sono anche divertenti, però non capisco come si possa fare un errore consci che lo sia.
A parte questo e tutto sommato un bel capitolo quello di Davide “Daw” Berardi che penso che abbia anche letto qualcosa di suo in passato (probabilmente di digitale), per il resto dalle sue prime battute mi sono molto concentrato a pensare come abbia effettivamente realizzato questo capitolo.
EQUILIBRIO
“Voglio vedere quanto è spaventoso questo mostro!”
Allora, questo capitolo è quello che mi ha lasciato più di stecco dopo averlo letto, anche qua ci sono varie cose che non saprei come valutare, come la rappresentazione di una realtà virtuale, però è ovvio che tra disegno ed narrativo sia quello più navigato (anche se non il mio preferito, come accennato prima).
Allora tra tutte le cose Pietro B. Zemelo mi ricorda come prima o poi debba leggere anche topolino, che con il tempo si stanno accumulando… dannazione.
OSSESSIONE
“Ok l’esame è fra 3 giorni"
Ancora una volta, con un vago accenno alla musica ed ogni pretesa di obiettività viene a mancare, anche se penso di non averne mai pretesa, o roba del genere, comunque si parla dei musical, roba pericolosa da quello che so, forse l’unica cosa che avrei voluto in più era esplicitare di più che canzoni venivano “interpretate” durante le vignette.
Ho apprezzato lo stile colorato e grafico, alle volte un po’ confusionaria l’impostazione della tavola, il solito problema tra leggibilità e stile, non c’è una risposta esatta, solo preferenze, su di Fran è l'ennesimo caso che non so niente a riguardo.
INDECISIONE
“Oh, magari esplode tutto e fine della missione.”
Il capitolo migliore dell'intero volume, ha tutto quello che potrei desiderare, stile, umorismo e soprattutto riesce a presentare appieno il tema, non so come siano stati scelti i temi, ma mi sembra che abbia prima creato la storia e poi pensato il tema, imbastendo una vera e propria bomba.
Caso inaspettato ho già letto qualcosa di suo in biore, allora, questo volume lo presi proprio con il proposito di approfondire i vari autori e lo aveblioteca, effettivamente lo stile è quello, Alessio Fioriniello, prima che dimentichi di dire chi sia l’autvo già letto all'acquisto, visto come la maggior parte non li conosca potete intuire come abbia rimandato questa cosa…
-”Ciò che abbiamo dentro nonostante spesso resti nascosto è un filo comune che unisce tutti” Dall’introduzione a fumetti di Giacomo Keison Bevilacqua.-
Ho citato una citazione del retro del volume, va be’ che potenza che sono! ironia quindi in conclusione, penso che il volume sia un po’ raffazzonato, ma tutto sommato per la ragione che lo presi in primo luogo penso che abbia fatto la sua funzione discretamente, non ho altro da aggiungere se non che ancora una volta fare un Post del genere è stato terribile.
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